VARIE

BUONA PASQUA A TUTTI

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A VOLTE RITORNANO....

Dopo un sacco di tempo e visto che in modo inaspettato Winking qualcuno continua a visitare le pagine di questo sito son tornato a raccontarvi qualcosa sulle nostre amate testuggini acquatiche.
Prima di tutto pero' devo dirvi che la protagonista "fondamentale" della storia,ovvero Sgaia la mia tarta,se ne e' andata....
Ma no' che avete capito...e' ancora viva,solo che se ne e' andata nel senso letterale del termine cioe' ha cambiato casa.Visto che questo inverno son stato in terra spagnola,Madrid per la precisione, e non potendo accudirla amorevolmente ho deciso di portarla nel laghetto a casa della mia ragazza.L'unico inconveniente era dato dalla scarsissima profondita' dell'acqua ma grazie al mite inverno che sta terminando dovrebbe avercela fatta...Uso il condizionale perche' la sicurezza ancora non c'e' ma secondo alcuni avvistamenti sembra sopravvisuta.
Ora il problema che si pone e':riportarla in "cattivita'" o lasciarle piu' spazio e compagni di giochi (vedi cibo),quali pesci rossi e animali vari.Viste anche le dimensioni sarei tentato di lasciarla nel laghetto seppur a malincuore almeno fino al prossimo inverno...e magari dedicarmi all'allevamento di un altra specie che magari non raggiunga dimensioni di questo calibro...ai posteri..... Laugh
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PER DOVERE DI CRONACA.... Sad

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La carne e il brodo di tartaruga sono pietanze particolarmente apprezzate nei paesi asiatici; per esempio, in Indonesia si preparano spiedini con carne di tartaruga e di pollo. Il brodo di tartaruga e le uova vengono consumati in tutti i Paesi in cui si consuma anche la carne di questo animale. La carne della tartaruga è molto magra e ha valori nutritivi simili a quelli della carne bovina. Negli anni '90 i successi delle atleti cinesi nel mezzofondo furono associate all'abitudine di cibarsi di carne di tartaruga, probabilmente un fantasioso modo di coprire illecite pratiche dopanti.
Nei paesi occidentali l’affermarsi della coscienza ambientalista ha praticamente azzerato il consumo di questa carne. In Italia la tartaruga è specie protetta e ne è vietata la pesca, la raccolta e la commercializzazione. Un chiaro esempio di come la civiltà possa essere espressa anche attraverso le abitudini alimentari di un popolo.
INFO AL. - Carboidrati: 0; proteine: 19,8; grassi: 0,5; acqua: 78,5; colesterolo: 50; sodio: 68; calorie: 89.
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BUONA PASQUA A TUTTI!

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI.....

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A tutti quelli che intendono adottare una tartarughina acquatica sara' utile seguire dei semplici accorgimenti.
Innanzitutto accertarsi delle conoscenze del rivenditore!Un negoziante poco esperto sicuramente non sa come alimentare correttamente le baby tartarughine e quindi e' meglio evitare l'acquisto.Basteranno delle semplici domande e capirete se e' meglio andare altrove (l'ultima volta praticamente ho dovuto fare un corso accelerato al negoziante e ci mancava poco mi assumesse Winking )
Una tarta malata non si muove molto,sta in disparte,ha degli occhi spenti e opachi,mangia poco e si fa prendere facilmente in mano.Cercate di tenerla in mano e sentite se ha il guscio troppo molle,sintomo di scorretta alimentazione.
Una tartaruga in salute cerchera' di scappare e divincolarsi dalle vostre mani (autodifesa) e a volte urina.Guardate poi all'interno della vasca in cui vengono tenute.Le condizioni di mantenimento devono essere ottimali,per cui niente sporcizia o residui di cibo,presenza di lampade uva,filtri,riscaldatori.Attenzione poi a non trovare feci sul fondo dovute allo stress delle tartarughine.
Quest'ultime non devono avere escoriazioni,ferite,tumefazioni,abrasioni della pelle,occhi gonfi o narici con esecrezioni o muco.Accertarsi poi che l'esemplare non emetta rantolii o sibili dovuti a patologie respiratorie in corso.
Detto questo l'importanza della scelta iniziale e' fondamentale visto che una percentuale altissima delle tartarughe muore nei primi 7 giorni dall'acquisto a causa di malattie pregresse e la scelta del rivenditore,fiera o allevamento giusto vi garantira' maggiori probabilita' di successo e quindi vita per la tarta.
La mia si chiama Sgaia proprio perche' al momento dell'acquisto il negoziante vedendo come si agitava e cercava di scappare disse che era molto sgaia (in veneto si usa per indicare vivacita'...).

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LA TARTA-MOSAICO....

Sperando di fare cosa gradita a tutti vi segnalo un sito molto carino e divertente.Attraverso un software vi permette di ottenere,partendo da qualsiasi foto in vostro possesso, delle foto mosaico come questa.Percio' non vi resta che cliccare qui e sbizzarvi con i vostri amici!!! Winking
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ALTRO MACABRO RITROVAMENTO... Sad

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Purtroppo anche ieri e' stato rinvenuto un altro esmplare di Caretta Caretta morto e spiaggiato sulle coste ligure senza la zampa anteriore snistra,probabilmente tranciata da un'imbarcazione, in particolare sulla spiaggia di Alassio.Ahime' le tartarughe marine che subiscono ferite da eliche o natanti e poi vanno a morire sulle nostre spiaggie non e' una situazione rarisssima.La cosa anomala e che dovrebbe farci riflettere e' la frequenza e il periodo in cui avvengono questi fatti.Il riscaldamento terrestre dovuto principalmente all'emissioni inquinanti dell'uomo sta velocemente giungendo ad un punto insostenibile e dannoso per tutte le specie floro-faunistiche del pianeta.In questo periodo le acque dei nostri mari dovrebbero essere ben piu' fredde e inadatte alla vita di questi splendidi rettili a sangue freddo.Consiglio a tutti di pensare e cercare di compiere anche piccolissimi gesti quotidiani per rendere il nostro pianeta piu' vivibile per le generazioni di esseri viventi future.Una luce in meno,una macchina lasciata in garage,uno smaltimento dei rifiuti piu' selettivo,un pannello solare sul tetto di casa sono solo alcune delle innumerevoli possibilita' che ognuno di noi ha per far si che anche questi animali possano continuare a vivere negli anni a venire... L'alternativa sara' purtroppo la loro estinzione!! THINK DIFFERENT
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CARA CARETTA...

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Una grossa tartaruga del peso di circa trentacinque chilogrammi e lunga ottanta centimetri, ferita da tre ami da pesca, è stata salvata da una motovedetta dei carabinieri. All'esemplare di "caretta caretta" è stato dato il nome di "Himera", nell'auspicio che il luogo dove è stata tratta in salvo possa esserle di buon augurio...
Ch dire!?Sti carabinieri trovano proprio di tutto!!
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Nella vita serve equilibrio....

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Niente di particolare oggi da segnalare.Dopo qualche mese di blog devo dire che mi ritengo abbastanza soddisfatto non tanto per la frequenza delle visite Winking quanto per la possibilita' di imparare io stesso molte cose.Diciamo che il pretesto di "dover" scrivere ogni tanto qualcosa che riguarda le tartarughe mi permette di trovare in rete degli spunti interessanti sugli argomenti piu' disparati.Chi naviga sul web sa che le ricerche si sa da dove partono ma mai dove finiscono.... quindi GRAZIE BLOG! Laugh
Se poi chi e' arrivato fin qua dovesse trovare il mio sforzo "immane" degno di merito o perlomeno pieta' :-p magari un po' di pubblicita' con amici e parenti e' sempre gradita...

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SI PESCA PROPRIO DI TUTTO...

Fertilia: Tartaruga spiaggiata. L'hanno “battezzata” Giuliana
giuliana-495La denominazione della tartaruga marina è stata scelta in onore della comunità giuliana di Fertilia, che sabato prossimo 10 febbraio celebrerà i sessant’anni dell’arrivo in Sardegna
ALGHERO - E’ stata “battezzata” Giuliana la tartaruga marina Caretta caretta recuperata qualche settimana fa mentre si trovava spiaggiata sul litorale tra Alghero e Fertilia. La denominazione è stata scelta in onore della comunità giuliana di Fertilia, che sabato prossimo 10

febbraio celebrerà i sessant’anni dell’arrivo in Sardegna. L’animale è stato soccorso e liberato dalla rete in cui era rimasto impigliato da alcuni operatori del mare. Subito dopo è stato allertato il Centro Recupero Tartarughe Marine di Fornelli del Parco Nazionale dell’Asinara e si è provveduto immediatamente al suo trasferimento. La tartaruga, della lunghezza di 40 cm e 7 kg di peso, era ipotermica e stanca. Una volta giunta a Fornelli è stato visitata dai veterinari del centro che hanno verificato la presenza di diverse lesioni causate dalla rete. Una in particolare all’arto anteriore destro che è rimasto strozzato a causa di una lenza che gli si era stretta intorno. Al momento comunque “Giuliana” si è quasi ristabilita e ha ripreso ad alimentarsi. Si prevede il suo pieno recupero e quindi la liberazione agli inizi della prossima primavera, quando la ferita all’arto si sarà completamente ristabilita. Ovviamente il luogo della liberazione sarà la spiaggia di Fertilia. Il Centro Recupero delle tartarughe marine dell’Asinara è ormai diventato un punto di riferimento per tutta la Sardegna settentrionale, nell’ultimo mese i ricoveri sono stati 6 e quattro tartarughe sono ancora in degenza. Il Centro di Fornelli rientra nell’ambito del più ampio progetto LIFE Natura TARTANET promosso a livello nazionale dal CTS e finanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Il Parco Nazionale dell’Asinara è tra i partner che aderiscono al progetto. «La nostra partecipazione a questo importante progetto – dichiara Carlo Forteleoni Direttore del Parco Nazionale dell’Asinara - è un segno tangibile del nostro impegno per la tutela della tartaruga marina in Sardegna e per la conservazione della biodiversità di questa regione. Il Centro dell’Asinara si propone di diventare il punto di riferimento per il recupero delle tartarughe marine della Sardegna del nord, sviluppando rapporti di reciproca e fattiva collaborazione con gli altri gruppi che operano a livello regionale per la tutela delle tartarughe marine». La tartaruga marina Caretta caretta è una specie prioritaria per la Conservazione della biodiversità in Mediterraneo ed è inserita nei principali programmi di conservazione su scala nazionale e internazionale. Pur essendo animali adattati alla vita acquatica, vivono due momenti molto delicati della loro esistenza nella terra emersa: la nascita e la deposizione.Negli ultimi anni, le coste risultano sempre più urbanizzate ed in particolare le spiagge vengono sempre più utilizzate per attività ludiche e ricreative con azione di disturbo per i siti di deposizione. Inoltre generalmente le tartarughe, non nidificano su una spiaggia qualunque ma tornano su quella dove sono nate. La conseguenza di ciò è che la presenza di alcune spiagge disponibili non implica automaticamente il verificarsi della deposizione.Da adulte il principale predatore delle tartarughe, a parte alcune specie di squali ed altri grandi predatori, è l’uomo, in particolare con attività legate alla pesca.Ogni anno migliaia di tartarughe marine, nel solo Mediterraneo, restano impigliate nelle reti da pesca. Per una tartaruga rimanere impigliata significa molto spesso la morte.
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Gli Animali....

x1prBCtpy9yqTq4FzK4N9yiK0ucbthe27Lit6K4V_L7cP2KE6D4co21XlCccOAFHCCzArazOvPVqiLoWWdKsiKENLYsT49YUq-HZq6sk9AH14yRiZo580nhug..in alcuni casi siamo noi.
Navigando in internet per caso mi sono imbattuto in un sito con foto raccapricianti di animali vivisezionati.Sicuramente molti si chiederanno se in alcuni casi tutto cio' sia un male "necessario" per ottenere dei risultati in campo medico che potrebbero salvare vite umane.Ovviamente io non sono d'accordo perche' infliggere sofferenze indicibili a essere viventi per la speranza di scoprire una qualsiasi cosa,lo trovo immorale.
E come diceva Albert Einstein:
“Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”.Per tutti quelli che vogliono "attivarsi" e far sentire il proprio dissenso,consiglio di andare su http://www.infolav.org/home/index.htm



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La fiaba della Tarta....

LA CURIOSA STORIA DELLA TARTARUGA:
CHELONE LA NINFA DEL MARE

La tartaruga, prima d’essere l’animale che noi conosciamo, era una bellissima fanciulla;
fu per la sua pigrizia che divento' una delle piu' goffe bestie della terra.
All'alba del mondo vi fu una gran festa sulle cime dell'Olimpo, dove gli dei abitavano nei loro luminosi palazzi d'oro: Giove, il piu' potente di tutti, il signore del fulmine e del fuoco, prende moglie; figuratevi che ressa fra le divinita' femminili per sposare il grande padrone del cielo, ma Giove ha fatto la sua scelta: sposa Giunone, la dea bellissima le cui spalle sono bianche come la luna di gennaio ed i cui splendidi occhi azzurri sono grandi e luminosi come lo specchio dei laghetti alpini.
Per un avvenimento cosi' importante venne preparato nell'Olimpo un gran banchetto e tutte le divinita' furono invitate alla festa. Così all'alba del giorno fissato per le nozze, da ogni angolo della terra e dell'Oceano, luminosi come nuvole mattutine, tutti gli dei si misero in cammino: dai boschi si videro uscire a sciami le Naiadi coperte dei loro veli azzurri; le ninfe dei fiumi e quelle che abitano nel fondo delle fontane si videro emergere dai gorghi coi capelli adornati di nenufari e di capelvenere; e poi ancora le innumerevoli ninfe marine, quelle che abitavano in fondo all'Oceano in grotte di madreperla e di corallo; c’erano Nettuno - il maestoso dio delle acque - , i Tritoni barbuti che odorano di pesce ed anche i venti rabbuffati con le ali color tempesta e gli Zeffiri lievi, che hanno alucce morbide e variopinte come quelle delle farfalle.
In mezzo a tutte le divinita'  troneggiava la veneranda Cibele, grande come una montagna e vi era anche Demetra  sorella di Giove, che portava sul capo una corona di spighe d'oro, mentre  Mercurio faceva gli onori di casa e correndo qua e la' coi suoi talari alati; arrivò perfino la capra Amaltea belando dai pascoli del cielo, nella sua qualita' di nutrice dello sposo, infatti fu lei che allatto' Giove, quando la madre, per sottrarlo alle mani di Saturno che lo voleva divorare, lo nascose in una grotta dell'isola di Creta e Giove, per gratitudine, l'autorizzo' a brucare eternamente nelle sterminate praterie del cielo e tanto e' bianca e splendente la sua lana, che noi di notte quando la vediamo, la scambiamo per una stella, perciò era giusto che anche Amaltea fosse presente alla festa, così la bella capra si sdraiò ai piedi del dio Pan, venuto dai gioghi dell'Arcadia e lo guardava coi suoi miti occhi di agata, mentre quello modulava una melodia agreste sul suo flauto di canne.
Gli dei viaggiano in fretta e bastò poco perché tutto l'Olimpo fu pieno di divinita'.
Le tavole erano imbandite, l'ambrosia e il nettare spandevano un odore soavissimo, l'Aurora distese sulle soglie del cielo i suoi piu meravigliosi tappeti, perche' vi passassero sopra gli sposi, in terra gli uccelli cantavano a distesa e i prati e gli alberi erano tutti fioriti.
L'arrivo degli sposi era ormai imminente, nel salone della reggia di Giove erano riunite tutte le potenze della terra del mare e dell'aria, era uno spettacolo meraviglioso: sembrava di guardare un cielo pieno di stelle in una notte d'agosto da su la cima di un'alta montagna.
Ed ecco la divina coppia entrare nella sala del trono ed il padre degli dei, con al braccio la sposa, andava a prendere posto sul suo alto seggio di avorio e d'oro, ma appena seduto Giove corrugò la fronte. A quel cenno tutta la montagna tremò.
Col suo occhio sagace che tutto vedeva Giove si accorse che uno dei seggi era vuoto: una delle divinita' mancava all'appello. Accorse Mercurio: “Chi e' che manca?” - “E'  Chelone, una ninfa che abita sulla riva del mare”.
Immediatamente Mercurio afferrò la verga con la quale tagliava le nubi quando volava per l'aria e, rapido come la folgore, scese verso il luogo dove la ninfa assente aveva la sua dimora. Chelone era una ninfa con delle abitudini singolari: bella, ma straordinariamente indolente di natura, invece di vivere nel mare con le sue sorelle, si era costruita una casa di pietra sopra uno scoglio che guardava sulla spiaggia e lì si era messa a vivere da sola. Scendendo a volo dall'Olimpo, Mercurio vide la casa dalla quale esce un filo di fumo.
La raggiunse e con un colpo di verga spalancò la porta: la ninfa era seduta davanti allo specchio e tranquilla e sonnacchiosa si pettinava e cantava.
“Come mai - le chiede Mercurio indignato - non  hai ubbidito all'invito di Giove?
Tutti gli dei maggiori e minori sono sull'Olimpo per festeggiare le nozze del Signore del cielo, e tu stai qui ancora a pettinarti?”
Chelone rivolgendo a Mercurio il più languido dei suoi sorrisi: “Oh - dice senza scomporsi - io non ho fretta. Gli dei possono attendere, quando mi sarò ravviata con mio comodo i capelli, indosserò il mio velo e mi metterò in cammino. Se non arriverò in tempo, pazienza...”.
A queste parole Mercurio perdette proprio la pazienza, alzò la sua verga e con un colpo rovesciò la casa e la ninfa in mare. Caduta in acqua la casa scomparve sotto le onde, ma Chelone era una ninfa e perciò immortale, non poteva affogare. Così dopo qualche minuto la si vide riemergere a galla, ma….in quale condizione!        
La casa le si era appiattita addosso, trasformandosi in un enorme guscio duro come la pietra. Da una delle finestre, la misera Chelone sporgeva la testa calva e un collo lungo e grinzoso come quello di una vecchia millenaria; i suoi occhi erano diventati piccoli e tristi ed il muso gli si era trasformato in una specie di becco che inutilmente apriva e chiudeva per tentar di chiamare aiuto: era diventata completamente muta; le braccia, trasformate in due zampe unghiate a forma di ronciglio, a stento riuscivano a tenerla a galla e le gambe, rattrappite anch'esse e coperte di dure squame, arrancano con movimenti goffi e tardi verso la riva.
“Eccoti punita - le grida Mercurio - per tutta l'eternità tu striscerai per terra e lungo le rive del mare e rimarrai muta, simbolo dell'indolenza”.
La ninfa Chelone si era così trasformata in una tartaruga marina, madre di tutte le tartarughe che oggi popolano i mari e le terre del mondo.       
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